Cattelan ha con l'arte un rapporto inconsueto, l'immagine del papa piegato da una meteora non è frutto di chissà quali argomentazioni filosofiche
, nè di chissà quali strane idee politiche. Cattelan si spinge oltre , crea quella tensione tra l'autore, artista , genio e il fruitore, l'osservatore, il pubblico.
, nè di chissà quali strane idee politiche. Cattelan si spinge oltre , crea quella tensione tra l'autore, artista , genio e il fruitore, l'osservatore, il pubblico.Cattelan riesce a intuire ciò che ci rende detestabili, e sfrutta questa tensione per creare scalpore, orrore, eccitazione, genio.
La sua autobiografia non autorizzata, scritta da Francesco Bonami, ex direttore biennale 2003, si beve, anzi legge a grandi sorsate come un buon bicchiere di birra . E' vivamente consigliato a chi della lettura preferisce la curiosità, e vuole evitare a tutti i costi quello scrivere forbito, che dice un c@zzo, e che fa tanto chic .
L'immagine di Kennedy nella bara senza calzini e senza scarpe in fondo, è l'idea che Cattelan vuol trasmettere al pubblico, più vicino all'idea di home più che di house.
Qui Cattelan per la prima volta in un museo in Olanda , attira l'attenzione delle guardie e del pubblico, con questo corpo (il suo) che esce dal pavimento. In fondo ha sempre desiderato fare lo scassinatore, il ladro che s'intrufola, colui che sfida il pubblico prendendosi quasi in giro, mettendo se stesso davanti allo specchio.
Cattelan scrive:"Un'altra volta ,sempre non sapendo cosa mostrare, andai in un commissariato di polizia e denunciai il furto di un'opera invisibile .Il poliziotto mi fece il verbale senza battare ciglio,. io mi chiedevo , e me lo chiedo ancora, se quel poliziotto non sapesse cosa voleva dire la parola invisibile o se fosse talmente lontano dall'idea dell'arte che non gli sembrava strano che esistesse un'opera invisibile."



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