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mercoledì 21 settembre 2011

Escursioni d'arte di Maurizio Cattelan

Sto leggendo la biografia di Cattelan, non lo scrittore,  bensì quell'artista noto al mondo col nome di Maurizio Cattelan.
"L'arte non faceva del mio vocabolario. eppure adesso, al bordo della carreggiata, qualcosa dentro mi stuzzicava l'appetito. Chiusi gli occhi , pensai a come poteva sentirsi artista. Pensavo che un musicista capisce di esserlo perchè dentro sente la musica accesa come la radio a casa nostra. Ma un artista? Cosa può sentire dentro uno che deve fare delle cose? Per essere artisti, pensavo, bisogna essere capaci di vedere dentro di noi delle cose che fuori non ci sono, che non esistono"... (omissis) , e continua :"perchè io artista non mi sentivo proprio. L'unico gesto artistico che avevo compiuto era stato quello di fare i baffi con il pennarello alle statuette di Sant'Antonio nella parrocchia in cui facevo il chierichetto ogni domenica. Quando il parroco lo scoprì  mi mandò a casa  e non mi fece fare più il chierichetto."
Cattelan racconta nel libro scritto da Francesco Bonami (Maurizio CAttelan - autobiografia non autorizzata) tante storie, ma soffermandoci sul tema dell'arte scrive:"l'arte è una forma di pigrizia. Eppure quando uno è artista non può riposare mai. Non si può dire - per una settimana non sono artista - L'arte è un lavoro 24 ore su 24,7 giorni alla settimana, 365 giorni l'anno. L'arte mette la pigrizia al servizio del mondo".
Forse Cattelan  è un artista che ama prendersi in giro, poichè ridere è ciò che viene più facile, poichè come lui stesso racconta , le lacrime gli sono state private già da piccino.
Quindi un artista per caso, per vocazione potremmo dire , anche se l'arte oggi più che un'idea del genio, è un business di mercato. Tutto ciò potrebbe portare alla morte dell'arte vera, quale espressione di libertà , l'unica che una persona in quanto artista è capace di creare. 
Il meccanismo tra bellezza e necessità , è antico quanto la storia , poichè l'unica vera bellezza è quella che piace a ognuno di noi , e non quella che viene dai media o dalla critica positiva. 
Un evento artistico rimane fine a se stesso, non rappresenta l'artista che fa fatica a riconoscersi, incasellato in uno stile, in una moda, in una disciplina che appartiene a se stesso.
L'artista che ritiene di riconoscersi in quello che altri dicono che lui è , non è vero artista, in quanto l'inquietudine che prende gli artisti li allontana sempre dal presente, sono una valvola di sfogo per non impazzire.
Vorrei congedarmi da voi lettori, lasciandovi con un pensiero dello stesso Cattelan:
" Ho sempre fatto fatica a tenere la matita in mano. Una volta però feci un bellissimo disegno di montagne rosse. La mamma si arrabbiò. per lei le montagne non erano rosse. Me le fece colorare a forza di verde. Da grande, un giorno, facendo una passeggiata al tramonto , vidi le montagne colorarsi tutte di rosso. Pensai: mamma avevi torto".





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